Dalla parte degli animali
Caccia si. Caccia no. L’Italia è divisa tra chi è a favore e chi è contro. Pochi in verità quelli a favore, mentre sarebbero davvero tanti quelli che la ritengono inaccettabile, quasi il 60% come emerso da dati Eurispes nel rapporto “Italia 2011”.
E sulla strada di chi si vede impegnato a
favorire misure di conservazione della fauna selvatica, anche attraverso una
migliore regolamentazione delle attività venatorie e l’attuazione delle
Direttive Europee, troviamo non solo enti scientifici istituzionali come
l’ISPRA, ex INFS (Istituto Nazionale
Fauna Selvatica) ma anche associazioni ambientaliste, come il WWF, che
quest’anno festeggia il suo cinquantesimo anno di attività contro le illegalità
e le barbarie che vengono perpetrate nei confronti del
mondo animale.
L’ultimo colpo lo ha messo a segno in questi giorni con il sequestro, nella Provincia di Firenze, da parte del Corpo Forestale dello Stato, di centinaia di esemplari di uccelli selvatici, sottratti alla natura negli ultimi due anni e detenuti senza autorizzazione come richiami vivi.
Il mandato è partito dalla
Procura della Repubblica di Firenze dop
o una segnalazione del WWF sulla grave
violazione delle norme e la conseguente detenzione in cattività di migliaia di
piccoli uccelli, destinati ad una vita di prigionia e sofferenze e con una
sorte ancor peggiore di quelli presi “di mira” dai cacciatori.
Gli animali sequestrati saranno
portati al Centro di Recupero del WWF di Semproniano (GR), dove potranno ricevere
tutte le cure necessarie per il recupero, nella speranza di poter tornare, un
giorno, a volare liberi.
Ricordiamo che la fauna, secondo la legge 157/92, è “patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse nazionale ed internazionale”.
Per questo motivo, si attende una regolamentazione e gestione dell’attività venatoria sempre più rigida e intransigente tale da non permettere che atti sconsiderati mettano a repentaglio l’ambiente che ci circonda, dato troppo per “scontato”, ma che “scontato” non lo è più.