Una "Rete" sorveglia il territorio
Preoccupante è dir poco, questo autunno, la situazione meteo climatica spaventa e l’ ansia si fa collettiva. E’ la reazione di tutti noi che viviamo su un territorio su cui non ci sentiamo più al sicuro, neanche a passeggiare nelle vie delle città. Le immagini di questi giorni ci hanno mostrato una sconvolgente realtà, una marea di fango e acqua che può uccidere e distruggere anche dove non avremmo mai immaginato che l’acqua potesse arrivare con una furia così devastante.
Prima
le Cinque Terre, poi il
capoluogo ligure, due tragedie in soli dieci
giorni fanno riflettere. Al di là dell’emotività, della paura,
della rabbia e delle polemiche, che indistintamente tutti i cittadini
provano e manifestano - perché è normale indignarsi di fronte alla
violenza di una calamità di questa portata - le Istituzioni che si
occupano di monitorare il dissesto idrogeologico e valutarne il
rischio, spesso ingiustamente bersagliate dall’opinione pubblica,
procedono senza sosta nella gestione del monitoraggio dei fenomeni
idrogeologici, espletando un’attività di natura
tecnico-scientifica che è il preludio alle decisioni delle autorità
competenti chiamate al contrasto delle emergenze ambientali.
In Italia, il sistema nazionale di monitoraggio ed allertamento è fornito dal Dipartimento della Protezione Civile, dalle Regioni e dalle Province autonome attraverso la Rete dei Centri Funzionali, ma anche dalle strutture regionali e i centri di competenza chiamati a concorrere in maniera funzionale e operativa, condividendo e scambiando informazioni in tempo reale.
Il Centro funzionale centrale è gestito dalla Protezione Civile, che ha anche il compito di predisporre le linee guida e gli standard procedurali ed operativi dei Centri stessi.
Il sistema di allertamento è sotto il diretto controllo delle Autorità di Protezione Civile (nazionale, regionale, locale) non solo per la valutazione del pericolo, essendo principalmente diretto alla previsione e sorveglianza degli effetti indotti dagli eventi su popolazione e territorio.
Nei compiti della Rete dei Centri Funzionali rientra, ad esempio, l’attività di concentrazione e integrazione di dati qualitativi e quantitativi rilevati dalle reti meteo-idro-pluviometriche; dalla rete radarmeteorologica nazionale, dalle diverse piattaforme satellitari disponibili per l'osservazione della terra; i dati territoriali, geologici e geomorfologici; le modellazioni meteorologiche, idrologiche, idrogeologiche ed idrauliche.
I Centri funzionali hanno il compito di fornire un servizio continuativo per tutti i giorni anche, all'occorrenza, con un un impegno del personale preposto su tutto l'arco delle 24 ore.
Tra i centri di competenza che collaborano con la Rete ci sono Amministrazioni statali, Università e Istituti di ricerca, come l’ISPRA, che condivide le informazioni con il Centro Funzionale Centrale e gli uffici del Dipartimento della Protezione Civile competenti per le diverse tipologie di rischio. (L’elenco completo con le relative funzioni è inserito nel decreto n. 3593 del 20 luglio 2011).
Tra le Agenzie che compongono il Sistema di Protezione dell’Ambiente (Sistema ARPA/APPA) oltre all’ISPRA fanno parte della Rete dei Centri Funzionali l’ARPA Emilia Romagna e l’ARPA Piemonte.
Il
Centro Funzionale dell’ARPA Piemonte ha intensificato proprio
in queste ore, a causa delle avverse condizioni meteorologiche e dei
livelli idrometrici dei fiumi che interessano il territorio, il
monitoraggio, la previsione e l’assistenza per la gestione
dell’emergenza. Il servizio è garantito dalla presenza di esperti di geologia, meteorologia, idrologia, nivologia, in grado di
supportare l'interpretazione dei dati e le conseguenti decisioni
operative.
Sul sito Web dell’ARPA Piemonte, www.arpa.piemonte.it. attraverso i bollettini emessi con regolarità dal Centro Funzionale, è infatti possibile rimanere costantemente informati circa l’evoluzione dettagliata della situazione dal punto di vista meteorologico, idrogeologico, idraulico.
7 novembre 2011
Lorena Cecchini