De Bernardinis: “Maggior diffusione a dati e studi sull’ambiente”
Anche nel 2011, in occasione della
15esima edizione, l’ISPRA ha partecipato con successo ad Ecomondo di Rimini, la
fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo
sostenibile. Di particolare interesse, per le tematiche affrontate
quotidianamente dall’Istituto, è stata la tavola rotonda sulle innovazioni
legislative relative ai rifiuti, cui hanno partecipato il presidente
dell’ISPRA, Bernardo De Bernardinis, e Rosanna Laraia, dirigente del servizio
rifiuti.
De Bernardinis, in particolare,
ha sottolineato l’importanza dell’informazione sui dati e gli studi dell’ISPRA
che riguardano questo settore, che secondo il presidente dell’Istituto dovrebbe
essere veicolata alla popolazione in primo luogo mediante i report ambientali
pubblicati ogni anno, con l’obiettivo di rendere il cittadino “protagonista del
processo di riduzione dei rifiuti”.
Un altro aspetto toccato dal suo intervento è stato quello degli obiettivi ambientali previsti per i prossimi anni, in particolare quelli al 2050, che secondo De Bernardinis fanno “tremare le vene ai polsi”, e in quest’ambito il ciclo dei rifiuti ha un ruolo fondamentale, in particolare bisogna andare a “recuperare energia da tutti i materiali che non possono essere recuperati e riutilizzati”. Infine, il presidente ISPRA ha anche invitato le autorità preposte a una maggiore attenzione sui problemi dello smaltimento dei rifiuti in fase di emergenza, infatti quando si verificano eventi naturali rilevanti quello dei rifiuti è uno dei “problemi principali”, mai affrontato nonostante numerose sollecitazioni.
Rosanna Laraia è entrata invece più sul dettaglio della nuova normativa, che viene dalla “pronta ricezione”, da parte del Governo italiano, della Direttiva 98 della Comunità europea, con novità per quanto riguarda la definizione e la gerarchia dei rifiuti, e maggior spazio per la ricerca “della migliore opzione ambientale”. La Laraia ha ricordato che finora in Italia non c’era mai stata “una certezza su cosa sia rifiuto e cosa no”, mentre adesso sono stati stabiliti dei criteri ben precisi, a livello europeo, che “vengono totalmente recepiti dalla normativa nazionale”.