L'Associazione Ambientalista "Marevivo" presenta il progetto all'Aquila
La scossa
distruttiva, nel territorio aquilano, si è verificata il 6 aprile 2009 alle
03.32. Il bilancio definitivo parla di 309 morti. I tre anni passati non sono
riusciti a far dimenticare la tragedia
che si è abbattuta, di notte, su una popolazione indifesa. Tante sono state le
iniziative di solidarietà, allora, per permettere che la vita riprendesse il
suo naturale percorso. Ma ancora le ferite non si sono rimarginate e i segni di
quella notte sono ancora visibili nelle strutture e nella quotidianità di
quella gente.
Per non dimenticare quei momenti e soprattutto per ricordare le vittime di quel tragico terremoto che ha devastato l’Aquila nel 2009, l’Associazione Ambientalista “Marevivo”ha lanciato una iniziativa, “Il bosco della memoria”, il cui progetto è stato presentato alla stampa oggi, presso l’Assessorato all’Ambiente del Comune dell’Aquila.
A realizzarlo nel tempo sarà lo stesso Comune dell’Aquila, che ha fatto proprio con entusiasmo l’idea progettuale degli architetti di Marevivo Stefano D'Ottavio, Simonetta Di Nicola e Massimo Tocco.
L’idea del bosco, dei 309
alberi che simboleggiano le 309 vittime, localizzato su Colle Roio, nei pressi
della Facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila, assume, infatti, un
forte valore simbolico sia perché è stato l’epicentro del sisma del 6 aprile
sia perché anche l’Università ha pagato un tributo elevatissimo con le molte
giovani vite perse nei crolli della
Casa dello Studente e delle loro
abitazioni.
Per l'alberatura dei 10.000 mq di terreno verranno prevalentemente utilizzate piantine di specie forestali autoctone, in considerazione dei luoghi di origine della stragrande maggioranza delle vittime, valutando anche l'impiego di un numero limitato di specie estranee alla flora locale, ma di alto valore simbolico, possibilmente provenienti dagli stessi Paesi degli stranieri, vittime del terremoto. Cinque viali commemorativi lo attraverseranno accompagnando il visitatore dalla contemplazione delle macerie, memoria della città ferita, alla commemorazione delle vite interrotte.
Con il prezioso ausilio del Corpo Forestale le piante fioriranno a rotazione permettendo al bosco di essere rigoglioso per tutto l’anno, come un’onda che nel suo continuo movimento rinnova la memoria.
Un messaggio di vita che vuole prevalere a tutti i costi su degli accadimenti che hanno portato la morte. Un soffio di natura gioiosa e profumata per non dimenticare tante vite spezzate, nella speranza che questo territorio martoriato possa ritrovare la serenità e la tranquillità che gli erano propri prima del disastroso evento.
4 aprile 2012 Mila Verboschi