Il Progetto Piccole Isole in 25 anni di attività
I dati del PPI coordinato dal Centro Nazionale di inanellamento ISPRA (CNI)
Reduci dall’aver sorvolato il deserto, gli uccelli
migratori provenienti dall’Africa sub-Sahariana si sono confrontati con il
dover superare il deserto di acqua rappresentato dal Mediterraneo. Seguendo questi
viaggi estremi, la fine di maggio ha visto il completamento del 25° anno di
realizzazione del Progetto Piccole Isole coordinato, dal 1988, dal Centro
Nazionale di inanellamento ISPRA, CNI. Il PPI realizza attività di ricerca e
monitoraggio della migrazione di ritorno degli uccelli dall’Africa verso
l’Europa attraverso attività standardizzate di inanellamento http://www.euring.org/about_euring/brochure2007/various%20brochures/italy_2008.pdf portate avanti ogni anno da centinaia di ornitologi
volontari.
In questi 25 anni trascorsi il PPI ha visto il coinvolgimento di
oltre 800 inanellatori su 48 diverse stazioni di monitoraggio insulari e
costiere, distribuite in 7 diversi Paesi mediterranei, con lo studio ed il
marcaggio di oltre 1 milione di migratori appartenenti a 215 specie diverse. Il
progetto ha consentito di descrivere aspetti diversi del fenomeno della
migrazione primaverile attraverso barriere ecologiche quali il Mediterraneo.
Sono state descritte rotte di migrazione prima ignote, in parte illustrate
anche nell’Atlante Italiano della migrazione
http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/Pubblicazioni/Pubblicazioni_di_pregio/Documenti/atlante_migrazione_uccelli.html#Sommario,
approfonditi aspetti di ecologia della sosta degli uccelli sulle isole e coste
mediterranee, esaminate le ragioni per le quali gli uccelli decidono di
sostare, la durata di queste interruzioni dei voli di migrazione, analizzate le
modalità con le quali uccelli tanto numerosi, tra loro diversi e provenienti da
e diretti in aree geografiche vastissime, utilizzano gli habitat insulari e
costieri mediterranei ed italiani in particolare per recuperare energie
necessarie alla rapida ripresa del loro volo verso le aree di nidificazione
eurasiatiche.
I dati scaturiti dal PPI ISPRA hanno consentito di individuare
siti ed habitat di importanza primaria per la conservazione degli uccelli
migratori euro-africani. La serie temporale estesa offerta dal PPI ha anche
consentito di offrire indicazioni originali sull’utilizzo dei migratori quali
indicatori delle conseguenze ambientali del mutamento climatico.
Questo sforzo
enorme di monitoraggio è stato reso possibile solo dall’entusiasmo e dalla
dedizione di tanti inanellatori che volontariamente contribuiscono alle
attività di ISPRA, ed ai quali va il nostro ringraziamento. Esempi interessanti
di citizens’s science quali quelli
offerti da questo progetto del CNI mostrano la realtà di ISPRA per il
monitoraggio della biodiversità in ambito italiano ed internazionale.
7 giugno 2012 Fernando Spina
Coordinatore CNI ISPRA
Didascalia foto
Luì verdastro (Phylloscopus
trochiloides), prima segnalazione della specie per l'Italia, inanellato
quest’anno da Andrea Ferri di ISPRA sull’Isola di Ventotene, nel corso delle
attività di monitoraggio finanziate dalla locale Riserva Naturale Statale di
Ventotene e Santo Stefano, nell’ambito del Progetto Piccole Isole. Foto Andrea
Ferri
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