Autorità portuali e ISPRA a salvaguardia del grosso pelagico
Da qualche settimana una manta si aggira nelle acque liguri, tr
a il porto di Savona e la costa da Albissola ad Arenzano, destando la curiosità della popolazione e un po’ di scompiglio nella zona.
La Capitaneria di porto sta tenendo sotto controllo gli spostamenti della mobula, preoccupandosi della sua incolumità, monitorandone i movimenti per rendere il più sicuro possibile lo spazio marino in cui la mantra si muove.
Per stimolare un giusto comportamento da parte della popolazione - dai bagnanti, ai proprietari delle imbarcazioni che si trovano nel tratto mare in questione - l’autorità portuale insieme con l'Acquario di Genova – ha chiesto aiuto all’ ISPRA, in quanto ente di protezione ambientale,
affinché possa affiancare le autorità nell’opera di salvaguardia di questa specie protetta. Gli esperti ritengono infatti che la mantra, nel rispetto della sua incolumità, abbia la necessità di essere lasciata nuotare liberamente e in tutta tranquillità.
A bagnanti e marinai si raccomanda quindi di evitare qualsiasi tentativo di avvicinarsi e toccarla, di darle del cibo e, in generale, di compiere atti che possano in qualche modo arrecare disturbo all’animale.
Questa specie, presente in tutto il Mediterraneo, non riveste pericolo per l’uomo, ma anche se non aggressiva, dispone però di un aculeo, posto alla fine del dorso, che usa a scopo difensivo quando si sente in pericolo.
della Convenzione di Berna, secondo cui è vietata qualsiasi forma di cattura, molestia, detenzione e uccisione della fauna oggetto di disposizioni legislative che ne tutelano la conservazione, sia nel Protocollo SPA/BIO della Convenzione di Barcellona, nella parte riguardante specie animali e vegetali, poiché la manta è considerata una specie cosiddetta